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La Piccola Coccinella Pinerolo | Nido, bambini e famiglie – Centro Studi Pedagogici

Piccole esperienze, grandi competenze - Scopri, prova, ascolta - Le esperienze incontrate in fiera continuano qui.

 

Innanzitutto clicca qui sotto per ascoltare liberamente la Fiaba per Crescere 

La Ciurma Salvapirati

https://drive.google.com/file/d/1T9_Zk3yGlZL7EkjjdB23K0WIDIYIROVN/view?usp=drivesdk

È una fiaba per attivare mente e corpo, quindi questa volta ci si rilassa poco.

In compenso ci si diverte tantissimo!

Tante attività, un unico scopo

Un colore da nominare, otto immagini da ricordare, una storia da ascoltare, un percorso da attraversare, un modo per entrare in contatto, un momento per fermarsi.

Esperienze apparentemente semplici possono diventare strumenti educativi quando sappiamo che cosa osservare, perché proporle e come modificarle in funzione della persona che abbiamo davanti.

È questo il filo che unisce le esperienze che avete incontrato nel nostro stand: osservare, comprendere, personalizzare, accompagnare.

Alla Piccola Coccinella di Pinerolo, il Centro Studi Pedagogici porta proposte dedicate alla prima infanzia, ai bambini e ragazzi, agli adulti e alle famiglie.


IL CONTATTO CHE FA CRESCERE

Dalla nascita della relazione alla scoperta dell’altro

Il contatto è una delle prime forme di comunicazione.

Prima delle parole, il bambino conosce l'altro attraverso il modo in cui viene preso in braccio, accudito, cambiato, nutrito, accompagnato. Sguardo, mani, postura, tono della voce, ritmo e disponibilità dell’adulto costituiscono già una relazione.

Ed è proprio nelle situazioni più quotidiane che possiamo imparare moltissimo su un bambino.

Prova anche tu

Scegli un momento abituale della giornata: il cambio, il pasto, il vestirsi, il gioco o un momento tranquillo insieme.

Per qualche minuto prova a osservare anche te stesso mentre sei in relazione con tuo figlio o tua figlia.

Puoi prestare attenzione a:

  • il contatto visivo;

  • il contatto a mano piena, delicato ma fermo;

  • una gestualità sicura e rassicurante;

  • la disponibilità corporea;

  • l’intenzionalità e il tono della voce;

  • il tempo che concedi all’altro;

  • l’esclusività dell’attenzione;

  • la capacità di ascoltare e seguire le sue risposte.

Non si tratta di eseguire una tecnica perfettamente. Si tratta di cominciare a osservare la relazione.

Un bambino che si irrigidisce, anticipa un gesto, cerca lo sguardo, si allontana, torna, collabora, protesta o propone qualcosa ci sta dando informazioni.

Imparare a riconoscerle significa conoscerlo sempre meglio.

Alla Piccola Coccinella

L’osservazione quotidiana permette di conoscere progressivamente bisogni, inclinazioni, competenze emergenti e talenti di ogni bambino e di ogni bambina e di costruire un progetto educativo individualizzato.

La relazione genitore-bambino viene inoltre valorizzata attraverso spazi e percorsi da vivere insieme: esperienze di contatto e massaggio infantile e del bambino, educazione motoria, accompagnamento alla genitorialità e proposte dedicate ai primi tre anni di vita.

Perché non è il gesto, da solo, a fare la differenza.

È ciò che sappiamo vedere attraverso quel gesto.


COLORI E ATTENZIONE

Riesci a uscire dall’automatismo?

Nello stand hai incontrato un’attività ispirata all’effetto Stroop.

Sembra un gioco con i colori. In realtà ci mette davanti a un fenomeno molto interessante: quando una risposta è diventata automatica, può essere difficile inibirla per seguirne volontariamente un’altra.

Prova

Guarda le parole colorate che hai trovato sulla scheda.

Prima:

leggi le parole.

Poi cambia consegna:

dì il colore con cui è scritta ogni parola.

Infine:

dì il colore dello sfondo.

Probabilmente alcuni passaggi saranno immediati e altri richiederanno più concentrazione.

Non è una gara di velocità.

Ci interessa soprattutto ciò che accade quando il compito cambia: occorre mantenere la consegna, selezionare l’informazione pertinente, inibire quella che interferisce e modificare la risposta quando la regola non è più la stessa.

Sono coinvolti processi che ritroviamo continuamente nella vita quotidiana e nell’apprendimento: attenzione selettiva, controllo inibitorio, flessibilità cognitiva e gestione dell’interferenza.

E la stessa attività può essere modificata in base alle competenze: dai colori e dalle immagini per i più piccoli fino a consegne progressivamente più complesse per ragazzi e adulti.


SFIDA LA TUA MEMORIA

Osserva. Ricorda. Inventa.

Guarda gli otto elementi della scheda per circa 30 secondi.

Poi coprili e prova a ricordarli.

Quanti ne hai recuperati?

Adesso ripeti l’esperimento, ma questa volta fai qualcosa di diverso:

inventa una storia che contenga tutti gli elementi.

Più la storia è particolare, buffa, sorprendente o visivamente vivace, meglio è.

Poi copri nuovamente le immagini.

Quante ne ricordi adesso?

Perché può funzionare?

Ricordare non significa semplicemente ripetere molte volte la stessa informazione.

Possiamo organizzare ciò che dobbiamo apprendere, creare associazioni, collegarlo a immagini mentali, conoscenze già possedute, emozioni e significati.

Una sequenza di elementi isolati può così trasformarsi in qualcosa che ha una struttura e un senso.

La storia non è quindi soltanto un modo divertente per ricordare: diventa una strategia.

Ed è proprio questo uno dei principi che portiamo anche nel lavoro scolastico.


SCUOLA

Per procedere sereni a scuola conviene esercitarsi meglio, non di più.

Non tutti impariamo nello stesso modo.

Una difficoltà non si supera necessariamente aumentando il numero degli esercizi: prima occorre comprendere come quel bambino affronta il compito, quali risorse utilizza, dove incontra l’ostacolo e quali strategie possono essergli più funzionali.

Alla Piccola Coccinella trovi Leggo Studio Ricordo, il doposcuola del Centro Studi Pedagogici.

Attenzione, memoria, strategie, movimento e motivazione diventano strumenti per imparare.

Le attività ludiche e motorie non sono una pausa dallo studio: quando progettate con intenzionalità possono diventare parte del lavoro educativo, anche per sostenere le competenze necessarie all’apprendimento e alla relazione.

Il percorso si ispira ai principi della Pedagogia Clinica e della Psicomotricità Funzionale, con l’obiettivo di valorizzare le risorse personali e aiutare bambini e ragazzi a costruire modalità di lavoro progressivamente più autonome ed efficaci.

Imparare a studiare significa anche imparare a conoscere il proprio modo di imparare.


UN MOMENTO PER VOI

Fermarsi è già un’esperienza

In mezzo al rumore della fiera vi abbiamo proposto qualcosa di apparentemente insolito: fermarvi.

Potete rifarlo anche adesso.

Chiudete gli occhi, se vi sentite a vostro agio.

Lasciate che il respiro rallenti senza forzarlo.

Percepite gli appoggi del corpo.

Ascoltate per qualche istante i suoni più vicini e poi quelli più lontani.

Portate l’attenzione alle sensazioni corporee.

Infine immaginate un luogo nel quale vi sentite bene.

Non limitatevi a “vederlo”.

Provate a recuperare particolari: luce, temperatura, suoni, profumi, consistenze, sensazioni.

Rimanete qualche istante nell’esperienza e poi riaprite gli occhi.

Perché lavorare anche sull'immaginazione?

L’immaginazione non appartiene soltanto all’infanzia.

Rappresentarsi mentalmente una situazione, anticipare un’azione, richiamare sensazioni, costruire immagini e sperimentare possibilità sono capacità che possiamo utilizzare intenzionalmente.

Nei percorsi del Centro Studi Pedagogici le tecniche immaginative diventano strumenti per lavorare sulla consapevolezza di sé e sulle proprie risorse, all’interno di una cornice pedagogica.


IL MIO TESORO

Una piccola esperienza immaginativa da fare con calma

Sul foglio che hai ricevuto trovi un grande forziere vuoto.

Non avere fretta di riempirlo.

Prenditi tutto il tempo che ti serve per questa attività: può diventare davvero importante.

Pensa a una qualità che vorresti avere o potenziare: calma, coraggio, concentrazione, creatività, gentilezza, determinazione, fiducia… oppure una qualità completamente diversa, scelta da te.

Ora immagina per qualche istante di possederla pienamente.

Che cosa faresti?
Che cosa diresti?
Come ti comporteresti?
Come cambierebbe il tuo modo di affrontare una situazione?

Osserva anche il corpo: postura, respiro, espressione, sensazioni.

Poi chiediti:

qual è un piccolo passo concreto che posso compiere già da oggi per avvicinarmi a questa qualità?

Infine disegna nel forziere il tuo tesoro.

Può essere un oggetto, un simbolo, una parola trasformata in immagine o qualcosa che abbia significato soltanto per te.

L’attività può essere proposta anche ai bambini, adattando naturalmente linguaggio, tempi e accompagnamento alla loro età e alle loro competenze.


🎧 LA CIURMA SALVAPIRATI

Adesso si parte

Alla fiera hai incontrato il mondo della Ciurma Salvapirati.

Qui puoi continuare l’avventura.

22 minuti di racconto, musica e suoni per entrare nella storia, immaginare, ascoltare e lasciarsi coinvolgere.

Ascolta gratuitamente La Ciurma Salvapirati

[QUI PLAYER AUDIO]

Mettiti comodo. Se puoi, usa le cuffie.

E lascia che per qualche minuto sia la storia a condurti.

Una fiaba può fare molto più che raccontare

La Ciurma Salvapirati fa parte del progetto Fiabe per Crescere®, nel quale narrazione, immaginazione, musica, movimento e gioco diventano occasioni per fare esperienza.

Una storia può invitare a muoversi, risolvere un problema, inventare una soluzione, riconoscere un'emozione, ascoltare con attenzione, immaginare ciò che non c'è ancora.

Perché una fiaba non deve necessariamente finire quando si chiude il libro.

Può diventare qualcosa da vivere.


DAL GIOCO ALL'ESPERIENZA EDUCATIVA

Una corda può essere soltanto una corda.

Oppure può diventare una linea da seguire, un confine, una strada, un percorso da attraversare mantenendo l'equilibrio, una sequenza da ricordare, una consegna da modificare.

Una scatola può contenere semplicemente alcuni oggetti.

Oppure può chiedere a una mano di esplorare senza l'aiuto della vista, confrontare consistenze e forme, formulare un'ipotesi e verificarla.

Cannucce, carta e legnetti possono diventare un ponte da costruire.

E allora bisogna immaginare una soluzione, provarla, osservare cosa succede, modificarla e riprovare.

La differenza non sta necessariamente nel materiale.

Sta nell'intenzionalità educativa, nella competenza dell'adulto e soprattutto nella capacità di osservare ciò che quel particolare bambino sta facendo in quel particolare momento.

È il principio che guida il nostro lavoro:

non adattiamo il bambino al metodo.
Adattiamo il progetto educativo ai bisogni reali del bambino.


A PINEROLO TUTTO QUESTO HA UNA CASA

LA PICCOLA COCCINELLA

Centro educativo per la prima infanzia e le famiglie

Alla Piccola Coccinella il nido 3 mesi–3 anni è il cuore di un progetto educativo fondato su osservazione quotidiana, relazione e personalizzazione.

Accanto al nido crescono proposte dedicate alle diverse età e alla famiglia: spazi adulto-bambino, educazione motoria, musica e ascolto, attività linguistiche ed espressive, STEAM, Fiabe per Crescere®, accompagnamento alla genitorialità, doposcuola e percorsi pedagogici.

A Pinerolo trovi qui anche le attività del Centro Studi Pedagogici.

Dalla prima infanzia alla scuola, dalla relazione genitore-bambino ai percorsi per adulti, cambia la proposta ma rimane lo stesso principio:

PICCOLE ESPERIENZE, GRANDI COMPETENZE.

SCOPRI LE ATTIVITÀ - VIENI A CONOSCERCI - CONTATTACI 


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