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DISLESSIA KO podcast - 12 La memoria che legge

Il ruolo della memoria a breve e lungo termine nella lettura e nell’apprendimento

In questo episodio di Dislessia KO ti parlerò di quanto la memoria influenzi la lettura e perché alcuni bambini, pur leggendo correttamente, sembrano dimenticare subito ciò che hanno letto.
Memoria e lettura sono due processi distinti, ma profondamente intrecciati: senza una memoria attiva ed efficiente, leggere diventa un esercizio vuoto, faticoso, privo di senso e, spesso, frustrante.

Potrai ascoltare la puntata qui o sulla tua app di ascolto preferita (Podbean, Spotify, Apple Music, Youtube, Amazon Musica Audible), cercare "Pedagogia Flessibile" sulla tua piattaforma di ascolto oppure leggere l'articolo per ritrovare idee, strumenti e riflessioni da mettere subito in pratica.

La memoria: un mosaico complesso

Quando parliamo di memoria, spesso pensiamo a un unico meccanismo. In realtà, esistono molteplici sistemi di memoria: breve termine, lungo termine, semantica, procedurale, di lavoro… ognuno con una funzione precisa e interconnessa. Nella lettura, queste forme di memoria collaborano costantemente.

  • La memoria a breve termine trattiene le singole parole per pochi secondi, permettendoci di cogliere il significato di una frase.

  • La memoria di lavoro ci consente di connettere le frasi tra loro, mantenendo il senso globale del testo.

  • La memoria a lungo termine è dove archiviamo parole conosciute, immagini, esperienze e significati.

Se uno di questi sistemi è fragile o non ben allenato, il bambino potrà leggere ad alta voce in modo corretto, ma dimenticare immediatamente ciò che ha letto. Oppure potrà ricordare bene un testo letto ieri, ma non riuscire a connettere due righe nello stesso momento.

Memoria e fatiche di lettura

Alcuni bambini che mostrano difficoltà nella comprensione, nella concentrazione o nella velocità di lettura, in realtà hanno una memoria di lavoro troppo affaticata. In altri casi, la lentezza di lettura sovraccarica la memoria a breve termine: la prima parola letta è già svanita quando si arriva all’ultima.

È il caso dei lettori che sembrano "dimenticare" tutto dopo poche righe, o che confondono i significati, pur avendo pronunciato correttamente le parole.

Come osservare: indizi da notare

Osservare i segnali della memoria durante la lettura è possibile. Ecco alcune domande da farsi:

  • Ricorda il contenuto del testo letto?

  • Riesce a raccontarlo con parole sue?

  • Fa pause frequenti e sembra perdersi?

  • Chiede spesso: “Cosa c’era scritto prima?”

    Si blocca di fronte a parole lunghe o complesse?

Questi indizi non indicano necessariamente un disturbo, ma segnalano un possibile bisogno di allenamento specifico.

 

Memoria e significato

L’aspetto forse più trascurato è che la memoria non immagazzina solo dati, ma significati.
Se un testo è letto senza emozione, senza connessioni personali, senza curiosità, è molto più difficile ricordarlo.
Come scrive Daniel Schacter, uno dei massimi esperti di neuroscienze della memoria:

“Ricordiamo meglio ciò che ci emoziona, che ha uno scopo, che si collega alla nostra storia.”

La memoria ha bisogno di significato, e il significato ha bisogno di relazione.

Ecco tre attività per allenare la memoria nella lettura

Divertirevi con queste proposte concrete da sperimentare:

  1. La frase nascosta
    Leggi insieme una frase breve. Poi chiedi: “Qual era la parola più importante?”
    Rileggi insieme. La memoria si attiva cercando il fulcro.

  2. Racconto inverso
    Dopo aver letto un breve testo, chiedi di raccontarlo… partendo dalla fine.
    Questo stimola una rielaborazione attiva e profonda.

  3. Lettura teatrale a tre voci

    Un adulto legge una frase, il bambino la ripete, un terzo la completa.
    Questo gioco rinforza l’ascolto attivo e la memoria verbale condivisa.

Quando qualcosa non va

Se noti che tuo figlio o qualche tuo alunno dimentica tutto ciò che legge, anche testi semplici:

  • Riduci la quantità di testo per volta

  • Inserisci pause narrative e domande di senso

  • Usa immagini, riassunti orali, mappe visive

Se la difficoltà persiste, può essere utile una valutazione pedagogica che analizzi i profili di memoria e suggerisca strategie personalizzate.

 

Una riflessione finale sulla memoria come relazione

Educare la memoria non significa solo potenziare un meccanismo mnemonico, ma creare connessioni vive, significative, relazionali. La memoria cresce quando c’è uno scopo, una curiosità, un senso. 
E la lettura, per diventare come si dice memorabile, deve quindi essere viva.

Se vuoi scaricare materiali gratuiti per allenare la memoria attraverso la lettura, visita www.dislessiako.it.
E se desideri un percorso personalizzato per te o per tuo figlio, puoi prenotare una consulenza in studio o online.
E se c’è qualche difficoltà, ogni episodio di questo podcast è un tassello. Puoi ascoltare anche gli episodi precedenti per costruire il tuo percorso educativo passo dopo passo su Pedagogia Flessibile.